Se non hai il sorriso le persone non ti guardano

Ovvero il peggior modo che io conosca di chiedere scusa

 

Ci son dei momenti che mi si ripresentano con un’inquietante ciclicità, nel loro malessere di questa stagione, un po’ con lo stesso sapore amaro di antistaminici che raschiano giù per la gola. Qualcosa, una nebbia, che contrasta con la luminosità di certe belle giornate e la gente che incroci per il centro. Un pensiero cui faccio fatica a resistere, solo forse per inerzia gli vado contro; e ciò mi spaventa, nel caso fosse l’unico motivo la mia accidia, la pigrizia del non fare. Questi sono i periodi in cui sentirsi inutili è ancora peggio del solito; ma d’altronde, come fare? E allora mi viene da chiedere scusa per le volte in cui sono intrattabile, non rispondo e se lo faccio lo faccio male, svogliatamente. D’esser dispiaciuto per i lunghi silenzi e le risposte a monosillabi, di sentirmi in colpa per essere giù. Non potete sapere quanto mi piacerebbe dire, davvero quanto starei bene nel poter dire con sicurezza: “Ecco, vedete bene, di questo son sicuro: quando son così, quello non sono io”, ma purtroppo non posso permettermelo, onestamente.

Cosa c’è che si ripete, in tutto questo, non lo so. E’ che anche la giornata più normale diventa una condizione stagnante, ti inizia a prendere in modo strano, piano alle ginocchia, ma non te ne accorgi che non ti fa camminare per uscire, che ti stai chiudendo, ancora e pensi  –Va beh— e minimizzi –cosa vuoi che sia– lo fai per non avere paura, e sai di non avere palle per riconoscerlo, ecco: intanto che ci fai caso poco a poco tutto è già diventato fatica: anche scriverne o parlarne. E’ un piccolo, sottile, limite; non te ne accorgi. Passa un’ombra e non vengono le parole, non hai voglia di vedere nessuno, non vuoi nemmeno che nessuno ti cerchi. Come qualche anno fa, nella tua camera c’era silenzio, sul letto, con un libro mezzo aperto che non ti ricordavi nemmeno di avere iniziato, lo guardavi sonnolente; stavi fermo e guardavi attorno i muri, alcuni poster, quella porta così anni ‘60 chiedendoti una cosa stupida, infinita: “Cosa faccio?”. E intanto però la luce continuava a tenerti compagnia, da quella tenda verde scuro che lasciava passare dalla finestra già la primavera, sapevi che le persone si muovevano, che c’era vita; sentivi nella stanza di sotto i compagni di appartamento che uscivano di casa, dopo aver pranzato: andavano in università. Quasi anestetizzato a guardare il soffitto di quella mansarda, provavi a vederti dall’esterno, come un gioco; intanto ti cresceva la barba. Ti arrovellavi chiedendoti cose che concretamente non portavano a niente, in realtà; ti rendevi amaramente conto che nel trascinarti non poteva bastare un obiettivo, una meta, per quanto volessi arrivarci.

Questo per tutte le volte che il porfido bagnato mi è sfilato sotto veloce, in bicicletta di un inverno buio la sera fra un portico e l’altro; per tutte quelle volte che, disteso a prendere il sole da solo e ascoltare musica non ho chiamato un amico, un’amica.

 

 

 

E poi ecco Settembre/ e non ho avuto il tempo

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5 commenti

Archiviato in negativo.

5 risposte a “Se non hai il sorriso le persone non ti guardano

  1. a volte ti vien da sorridere perché quello che ti succede ti convince che ci sia una telecamera a filmarti ed il carrello scherzi a parte pronto a emergere da qualche angolo.

    chissà se anche quei sorrisi valgono.

    (se ne parla da me giusto oggi)

    (faccio pubblicità al mio blog)

    (è bello da dio, andateci)

  2. carrello? CARRELLO?

    il carrello scherzi a parte.

    cristo, nemmeno lasciare un commento.

    ma dai cristodio

  3. seipuntotrentasette

    Eh, però mi hai fatto ridere

    Adesso scrivo LOL su un carrello

  4. crisi d'identità... che_nome_mi_dò?

    che dire… alla fine che ti conosce abbastanza ti evita sempre, a prescindere dalla ciclicità, il resto cerca ancora qualcosa di buono … io mi accontento di condividere qualche aperitivo e di regalarti un paio di scarpe che magari chissà ti servono, ma tu molto gentilmente me le hai ancora lasciate qua… va beh aspetto tempi migliori… biutiful cauntri!

  5. seipuntotrentasette

    ahahah! vero!

    grazie

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