Suicide birds

Dilemmi e uccelli

Tornando da lavoro, mosso da grandi dilemmi etici la cui sede di conflitto è circoscritta al mio portafoglio, ho preso la decisione di non dare i miei 2 euro quotidiani di pedaggio autostradale alla lobby che la gestisce, allungando la strada quel tanto che basta per farmene spendere 15 in più di benzina, consegnandoli così alla lobby delle compagnie petrolifere. Pensavo di promuovere una class action verso queste lobby che sembrano aver tentacoli dappertutto, salvo poi accorgermi di star facendo il gioco di quella degli avvocati. Mentre stringo il volante, sconsolato e pensieroso accendo una sigaretta ed ecco che stavo mandando in fumo i miei buoni propositi di non foraggiare quella del tobacco.

Comunque vada i nostri soldi finiscono alle lobby e di sicuro non a Lobbi (AL), a meno che non sia uno di quei paesi come quegli altri in Lussemburgo o in Lichtenstein, paradisi fiscali dove accolgono l’italiano che porta seco la valuta di dubbia provenienza il più distante dalle nemiche tasse.

Non so se vi è mai capitato di vedere ai margini della strada quegli uccellini, saranno passerotti penso, che sulla corsia d’emergenza sembrano aspettare che gli passi vicino con la macchina, pericolosamente vicino. Stanno lì fino all’ultimo, e non so cosa ci stiano a fare, sembra che stiano a piluccare non si sa che, con palpebre al duecentesimo di secondo, vista la nudità (cit.) della strada. Non ci sono resti o avanzi di cibo, non c’è nulla che li possa portare sulla riga della corsia d’emergenza; se non vai forte li vedi. “Che stiano sugli alberi, come tutti gli altri” pensi in un rigurgito normativo.

La verità però sta sul fondo della nostra curiosità, come al solito. E lo sappiamo, il perché. Loro stanno lì perché sanno tutto. Sanno tutto quello che succede qui da noi, come si sta involvendo la situazione sociale, sanno tutto sul ddl sulle intercettazioni, sanno tutto dei Drg e delle operazioni chirurgiche fatte su diagnosi deliberatamente sbagliate, anzi, fasulle. Non si riconoscono nemmeno in questa classe dirigente; non si sentono rappresentati. Girano, si informano: sanno tutto di economia, di diritto, di sanità, di politica. La vostra mamma non usava dirvi da bambini “Me l’ha detto un uccellino” per dare una risposta a qualche vostra ingenua domanda sul come facesse a sapere le cose? Beh, era vero.

Ma allora perché questi benedetti uccelli stanno lì fino all’ultimo, e poi d’un tratto volano via? Perché non ce la fanno più, ma non hanno il coraggio di farlo: son pur sempre italiani.

 

 

 

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1 Commento

Archiviato in negativo.

Una risposta a “Suicide birds

  1. una volta il mio uccello si e’ suicidato.

    l’ho trovato una mattina appeso ad un pelo pubico. non scherzo.

    un’altra vittima della disoccupazione.

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